Il Cristo di Maratea
Sulla cima di monte San Biagio si leva alta la sagoma inconfondibile del Cristo Redentore di Maratea, visibile da tutti i paesi dell’intero golfo di Policastro. Voluta dal Conte Stefano Rivetti, artefice negli anni ’60, dello sviluppo quasi parallelo industriale e turistico di Maratea, rappresenta nel contempo un simbolo di fede e, per la sua monumentalità, un forte attrattore turistico richiamando migliaia di visitatori ogni anno.
Alta 22 m, con un’apertura di braccia di 19 m e un volto largo 3 m, la statua del Cristo è stata eseguita dallo scultore Bruno Innocenti. Iniziata nel novembre del 1963 e terminata nel 1965, è stata realizzata con una struttura di cemento armato ancorata in profondità nella roccia del sottosuolo e rivestita da un’impasto costituito da cemento bianco e scaglie di marmo di Carrara. Seconda al mondo per grandezza, dopo la Statua del Corcovado a Rio de Janeiro, ha preso il posto di una Croce Monumentale che era stata eretta nel 1942 per volontà dell’allora podestà Cav. Biagio Vitolo.
Il Cristo, dal volto giovane e con la barba appena accennata, avanza lentamente con le braccia aperte e accoglienti verso la Basilica di San Biagio che ha di fronte, in un gesto di protezione verso l’intera comunità.
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BRUNO INNOCENTI Bruno Innocenti (1906-1986) si forma presso l’Istituto d’Arte di Firenze, alla scuola di Libero Andreotti di cui successivamente ereditò la cattedra di scultura. Inizia i lavori del Cristo Redentore di Maratea nel mese di novembre del 1963 e li termina nel 1965 realizzando un’opera che, ancora oggi, si impone per stile, modernità e perizia tecnica. |








